Sono un digitalcoso...

Il distacco tra vita reale e vita digitale è la grande balla che ci porta nel 2014 a pensarci migliori o meno in base alla bandiera che si sceglie di seguire.

Credo che non vi sia scissione se non per le persone maggiormente cinestetiche, quelle che hanno bisogno di una certa fisicità, di contatto... cosa che spesso è confondibile con "calore umano" quando invece è solo un aspetto di uno sviluppo linguistico.

Probabilmente per loro il web è uno strumento pieno di possibilità con limiti compresi, percepiti, assodati (i loro). Quando entrano in un contesto di rete, di condivisione, di confronto diventa tutta una finzione, una perdita di tempo: giustamente non facendo parte del loro sviluppo non vedono che una nuvola di sciocchezze, banalità contro il loro solido, tangibile, pesante sapere.

Inizio a pensare che, poiché hanno codificato in un modo la comunicazione del proprio Ego e non riuscendo a cavalcare i nuovi linguaggi, tendano a giudicare gli altri in un meccanismo infantile di transfert.

Questo è umano ed accettabile. Mi chiedo solo se il mondo che stanno vivendo li soddisfi appieno.

Forse sono felici.

Se inoltre questa tipologia di persone non occupassero poltrone importanti per lo sviluppo di questo paese, non scrivessero su testate di facile consumo... potrei anche farci una bevuta insieme, e chissà magari dargli ragione per vedere il loro banale sorrisetto di autocompiacimento dietro al vetro del mio bicchiere di succo di frutta, all'albicocca.




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